Il Noh è considerato tra le espressioni più alte della discipline giapponesi. I suoi movimenti, spazianti dalla lentezza dei Noh lirici alla velocità dei Noh dinamici, sono in grado di comunicare energia e dinamismo sia a chi è sul palcoscenico che agli spettatori.
L’ignoto, l’invisibile e l’interiorità sono invitati a manifestarsi. L’attore deve farsi carico di questo compito attraverso la precisione di un movimento memorizzato e interiorizzato fino a poter agire al di là della consapevolezza. Allora si scopre una totale libertà, dove i confini tra attore, spazio scenico e spettatore sembrano essere aboliti.
Saranno studiati i kata ed il canto di una danza shimai. Il caratteristico passo scivolato, il respiro, l’emissione della voce e l’uso del ventaglio, il cui significato è tutt’altro che ornamentale, consentiranno di associare i movimenti ad immagini poetiche suggerite dal testo.
Una documentazione tecnica ed illustrativa sarà a disposizione dei partecipanti durante lo stage.
Non è richiesta la conoscenza della lingua o della scrittura giapponese
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